Ho sempre adorato le metafore. Fin dai tempi in cui la nonna mi raccontava storie ed ogni volta che utilizzava metafore io volavo con l’immaginazione.
Le metafore sono un potente mezzo per catturare l’attenzione ed avere qualche speranza in più per esser ricordati.

A parte quelle di Bersani, talvolta un po’ esagerate e ridicole ma spesso a mio avviso anche divertenti e simpatiche, le metafore, se usate con criterio, sono estremamente utili nei testi per aumentarne la persuasività.

Ma perché le metafore funzionano ?
Da un recente studio riportato dalle Scienze http://www.lescienze.it/news/2017/01/04/news/produzione_metafore_reti_cerebrali_diffuse-3369765/ emerge come le metafore abbiano un ruolo di prim’ordine nella comunicazione e soprattutto nella trasmissione di concetti astratti ed emozioni.

Studi recenti hanno evidenziato che l’uso di una metafora, come: “una giornata dura”, attiva in chi ascolta aree cerebrali preposte alla sensibilità tattile, che diversamente restano inattive ascoltando una frase che esprima lo stesso concetto ma senza l’utilizzo della metafora.

L’uso di una metafora aziona una rete di circuiti cerebrali diffusa in tutto il cervello e prevede una stretta relazione e cooperazione tra aree cerebrali preposte al controllo esecutivo e la cosiddetta rete di default, ovvero quel complesso di processi che è attivo nel momento in cui la mente non è impegnata in un compito specifico. (maggiori dettagli nell’articolo già citato: http://www.lescienze.it/news/2017/01/04/news/produzione_metafore_reti_cerebrali_diffuse-3369765/ e qui: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278262616302056 )

Per chi come me si occupa di seo cosa si può trarre da questi studi?

Intanto bisogna incrociarli con altri esperimenti che ho eseguito anch’io personalmente confrontando testi pressoché identici ma sostituendo in alcuni punti metafore al posto di frasi assenti di quest’ultime.
Google, tanto per citare il principale tra i motori di ricerca, utilizza l’intelligenza artificiale per leggere i testi dei siti internet e sebbene sia un sistema sofisticato e complesso ipotizzo che attualmente tenda inizialmente a posizionare leggermente meglio un testo senza metafore rispetto ad un testo che invece le utilizza.

Un testo con metafore è però più accattivante e alla lunga potrebbero intervenire altri fattori ad incidere sul posizionamento (per esempio se su quella pagina l’utente si ferma più tempo).
Per le prove che ho effettuato io, che sono quindi unicamente empiriche mi sento di dire che almeno in fase iniziale (poco dopo la pubblicazione e indicizzazione ) a parità di altri fattori un testo senza metafore è da preferire per una migliore indicizzazione.

Ma non non lo è per la persuasione! Questo è il punto.

Quindi? Come ci si deve comportare?
Per landing page, Squeeze Page e per qualsiasi testo o contenuto punto di approdo di campagne pay per click (siano esse adwords, facebook ads, linkedin ads), da banner su altri siti, da campagne di email marketing ecc. non c’è dubbio che si debba utilizzare un linguaggio persuasivo (con metafore, modi di dire e quant’altro), mentre per pagine web che vengono trovate unicamente da ricerche organiche (digitando keyphrases su Google) bisogna fare più attenzione e la strada giusta è quella di valutare di volta in volta i risultati raggiunti. Personalmente cerco sempre il giusto compromesso. In base ai risultati raggiunti si calibra il tiro.